La comunicazione prima di tutto
Una persona che non è in grado di parlare in modo affidabile ha comunque opinioni, dolore, umorismo, paura, consenso, rifiuto e sogni. Laccesso alla comunicazione è una questione di diritti, non un lusso.
Le tecnologie assistive possono cambiare il significato di indipendenza per una persona affetta da paralisi cerebrale. Dispositivi di comunicazione, case intelligenti, sistemi adattivi, robotica e neurotecnologie del futuro possono aiutare le persone a esprimere le proprie scelte, ridurre i pericoli e partecipare alla vita quotidiana.
Una persona che non è in grado di parlare in modo affidabile ha comunque opinioni, dolore, umorismo, paura, consenso, rifiuto e sogni. Laccesso alla comunicazione è una questione di diritti, non un lusso.
I sistemi di controllo ambientale, il monitoraggio, gli strumenti di sicurezza e le interfacce accessibili possono ridurre la dipendenza e aiutare le persone a controllare luci, porte, temperatura, avvisi e routine quotidiane.
Un giorno, i robot umanoidi e adattivi potrebbero essere daiuto per promemoria, per raggiungere oggetti, per comunicare, per fare compagnia, per effettuare controlli di sicurezza e per sopperire alle carenze degli operatori sanitari, lasciando agli esseri umani la responsabilità dellassistenza.
Con lo sviluppo della ricerca sui neurochip e sulle interfacce cervello-computer, è fondamentale includere le persone con gravi limitazioni motorie e comunicative in modo etico, sicuro e nel pieno rispetto del consenso e della privacy.
Sedie a rotelle, sistemi di posizionamento, tutori, interruttori, supporti, dispositivi di accesso e assistenza per le riparazioni possono determinare se una persona rimane attiva o rimane intrappolata.
La tecnologia è utile solo quando aumenta la possibilità di scelta, la sicurezza, la comunicazione e il senso di appartenenza. Non deve mai diventare un modo più economico per abbandonare le persone.
Possiamo essere ambiziosi in ambito robotico e neurotecnologico senza per questo trattare le persone vulnerabili come cavie da laboratorio. Il nostro lavoro deve tutelare il consenso, la privacy, la sicurezza, il giudizio medico, la libertà di scelta dei partecipanti e il rapporto umano.
La tecnologia dovrebbe ampliare lindipendenza.
La tecnologia dovrebbe supportare chi si prende cura degli altri, non esonerarlo da tale responsabilità.
La tecnologia dovrebbe rendere le persone più visibili, non più facili da ignorare.